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17 gennaio - Ateleta (AQ) Ogni anno ad Ateleta il 17 gennaio si ripete la tradizionale festa di S. Antonio Abate. Fin da molti giorni prima i ragazzi del paese girano in cerca di legna grande da ardere. Accompagnati dal suono dei campanacci, passano di casa in casa pronunciando la frase "pe Sant'Antòne". I grandi, a loro volta, vanno nei boschi vicini, a tagliare grossi tronchi e ciocchi nodosi che, trasportati prima da buoi e da muli, poi da trattori, nelle due piazze del paese destinate ai fuochi, vengono composti in belle forme coniche alte anche più di 8 metri e sulla cui cima sventola su di una pertica l'icona del santo. È una gara al "fuoco più grande" tra la parte alta del paese (Piazza Carolina, la piazza storica di Ateleta) e la parte bassa (Piazza Duca degli Abruzzi). La mattina del 17 gennaio, all'alba, brevi colpi di sparo annunciano la festa. Poi la banda festosa passa per le vie del paese; il suono gioioso delle campane annuncia la santa messa in onore del santo, molto amato dalla gente locale. Il rito religioso ha il suo culmine quando il sacerdote con l'acqua benedetta si reca in corteo unitamente alle Autorità del paese, ai cavalieri in costume sui propri cavalli, a maschere varie ed a numerosi animali addobbati, intorno ai grandi fuochi appena accesi. Vengono poi votati i costumi più belli e rappresentativi dell'epoca. Si prosegue con giochi popolari, con i gruppi folcloristici, e danze e canti intorno ai grandi fuochi, fino a quando l'ultima fiammella non cessa di ardere. |
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30 e 31 gennaio - Aosta Il santo, vissuto presumibilmente nei primi anni del VI secolo, sarebbe stato solito distribuire ai poveri indumenti e sabot, tipiche calzature in legno. In ricordo di ciò nel Medioevo il mercato si svolgeva nella zona circostante la Collegiata di S. Orso. Qualcuno stabilì l'anno Mille come data d'inizio della sua esistenza, per cui ogni edizione è adesso numerata come se appunto la prima Fiera di Sant'Orso si fosse tenuta all'inizio del secondo millennio della nostra era. Adesso è tutto il centro cittadino, all'interno e a fianco della cinta muraria romana, ad essere coinvolto nella fiera dei tessuti, dei merletti, delle sculture in pietra, e soprattutto dell'artigianato del legno. Essa richiama in Valle d'Aosta decine di migliaia di turisti provenienti da tutte le parti d'Italia, dalla Svizzera, dalla Francia e da altri Paesi europei. Ogni anno un migliaio di espositori, tra artisti ed artigiani valdostani, presentano le loro opere: scultura ed intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del "drap", stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno, e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti. La fiera è anche un momento importante di espressione dell’identità della popolazione valdostana. Essa è infatti anche musica, folclore e occasione di degustazioni gastronomiche di vini e prodotti tipici, con una vera e propria festa popolare, che trova il momento "clou" nella "Veillà", la veglia notturna fra il 30 e 31 gennaio, con le vie illuminate e piene di gente fino all'alba. |
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20 gennaio - Acireale (CT) Il 20 gennaio, si svolge questa festa che risale al XVII secolo. La statua del santo viene portata in processione fino a tarda notte da devoti scalzi, con il capo fasciato da variopinti fazzoletti. Durante la festa si possono acquistare torroni bianchi e neri, e dolci in pasta di mandorle. |
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