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settimana successiva al 15 agosto (dal lunedì) - Guardia Sanframondi (BN) I riti hanno inizio il lunedì successivo al 15 agosto; durano una settimana e sono organizzati dai quattro rioni in cui è diviso il paese. Nei primi quattro giorni ognuno dei rioni organizza due processioni, una di Penitenza e una di Comunione: inizia il rione Croce, seguito nei giorni successivi dai rioni Portella, Fontanelle e Piazza. Il sabato c'è la processione del Clero seguita dalla cerimonia di apertura della lastra, dietro cui l'immagine sacra è rimasta per sette anni. La domenica ha luogo la processione generale: in testa sfilano i figuranti che danno vita ai più di cento quadri mistici, che hanno come oggetto la vita di Gesù, dei santi, la storia della Chiesa. Avanzano a piccoli gruppi, preceduti da un araldo che reca un cartello con il titolo del quadro; si muovono a piccoli passi e per alcuni metri mantengono fissi la posa e lo sguardo; dopo qualche momento di rilassamento si ricompongono e riassumono la posa. La processione procede con un ritmo lento e cadenzato, che enfatizza la sua valenza penitenziale e mistica. Seguono i penitenti incappucciati, che si percuotono le spalle con catene di ferro; si tratta dei flagellanti o disciplinanti. In questo gruppo sono ammessi anche i bambini. Hanno catenelle metalliche con le quali si battono ritmicamente sulle spalle. I colpi sono quasi del tutto attutiti dal pesante saio da fraticello che indossano. Ma i veri protagonisti della processione sono i battenti: anch'essi sono incappucciati e impugnano nella mano destra una spugna di sughero, nella quale sono conficcati trentatre piccoli aghi e con la quale si percuotono ritmicamente il petto. Dopo aver inferto alcuni colpi porgono la spugna con gli aghi insanguinati ai coadiuvanti, che versano sulle spugne un liquido che probabilmente contiene analgesici e disinfettanti, per lenire il dolore ed evitare infezioni. Volgono lo sguardo verso il basso e avanzano con moto ondulante. I fedeli, con tono cantilenante iniziano le litanie alla Madonna: Mater castissima, Mater intemerata, Virgo fidelis. I battenti rispondono: Ora pro nobis…; Ianua coeli… Ora pro nobis… Virgo infirmorum… Ora pro nobis. Il sangue comincia a scorrere sulle tuniche dei battenti e a bagnare le strade. Improvvisamente si ode un boato e tutti cadono in ginocchio nell'assoluto silenzio. È il segnale: la statua della Madonna, sistemata su un piccolo baldacchino coperto da paramenti dorati, è uscita dalla chiesa, scortata dai carabinieri in alta uniforme. È portata a spalla dai battenti anziani ed è ricoperta da gioielli di ogni tipo: spille, anelli, bracciali, collane, catene, medaglie, corone, diademi, gemme, orecchini, pendagli. I devoti si contendono l'onore di portarla sulle spalle sia pur per un breve tratto. Le due processioni si incontrano e in quel momento si arriva al parossismo: i penitenti si flagellano con più energia e i battenti affondano con maggiore ardore gli aghi nel petto, cadendo poi in ginocchio davanti alla statua della Madonna. A questo punto i battenti e i flagellanti si ritirano, per unirsi poi, dopo essersi lavati e rivestiti in abiti borghesi, alla folla dei fedeli che riaccompagna la Madonna verso il tempio.< Le prime notizie storiche della festa risalgono al XVII secolo e parlano di una tradizione antica di alcuni secoli. Il culto rimonterebbe dunque all'inizio del Millennio, quando, nel 1139, il castello fu costruito dalla famiglia normanna dei Sanframondo. In quel periodo probabilmente arrivò in paese la statua lignea dell'Assunta, per la quale la popolazione ha una profondo attaccamento e in onore della quale ogni sette anni si organizza una settimana di devozione e penitenza. Non si conosce l'esatta motivazione di questa periodicità. Probabilmente, in principio, la processione aveva luogo quando la popolazione sentiva la necessità di rivolgere una supplica alla Madonna. Quando, all'inizio del ventesimo secolo, si decise di dare una scadenza regolare all'evento forse fu scelta la ricorrenza settennale in quanto il sette è un numero che ricorre spesso nella Bibbia e nella dogmatica cristiana.
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