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14 agosto - Messina (ME) I due Giganti sono portati in processione il 14 agosto da un festoso corteo in costume. Sono seguiti da un'altra macchina che rappresenta un cammello. Per alcuni rievocherebbe l'entrata a Messina di Ruggero d'Altavilla sul dorso di un dromedario dopo la sconfitta degli arabi; per altri il predone arabo che esigeva i tributi al popolo. Alla fine del XVI sec. esisteva una forte rivalità tra Messina e Palermo: l'oggetto del contendere era stabilire a quale delle due città spettasse il ruolo di capitale. In questo quadro nel 1547 a Palermo furono rinvenute delle ossa gigantesche, resti dell'antica fauna che aveva popolato l'Isola in epoca preistorica. Grazie a questo ritrovamento i Palermitani asserirono che la loro città godeva di maggiore prestigio, in quanto era stata fondata da "giganti". Forse fu per reazione a questi avvenimenti che il Senato di Messina ordinò la costruzione di due colossali statue equestri lignee, cave all'interno, che superano gli otto metri d'altezza, un maschio (il cui nome originario Zanclo, si è modificato dal secolo scorso in Grifone) e una femmina (Mata). Nel corso dei secoli i Giganti, hanno subito numerosi rifacimenti, dovuti in parte a modifiche della struttura originaria, in parte a danneggiamenti. Nel settecento furono infatti aggiunti i cavalli, e solo dopo la seconda guerra mondiale i due giganti, fino a quel momento trasportati in spalla, furono montati su carrelli con ruote. Grifone, che è un moro, cavalca uno stallone nero; la sua testa è circondata da una corona di alloro e porta orecchini a mezzaluna. Indossa una corazza sopra una corta tunica bianca bordata in oro. Nella mano destra impugna una mazza di metallo, mentre con la sinistra tiene le redini. All'interno dello scudo ovale sono raffigurate tre torri nere su sfondo verde. Al fianco ha una spada, la cui elsa è ornata da una testa di leone e da due teste di uccelli rapaci, e sulle sue spalle è poggiato un mantello di velluto rosso. Mata, su un destriero bianco, è invece bianca; secondo la tradizione è di Camaro, antico quartiere cittadino sull'omonimo torrente. Porta una corona con tre torri, guarnita con ramoscelli e fiori; dalle orecchie le pendono orecchini d'oro. Indossa una corazza di colore azzurro con ricami in oro sopra una veste bianca che le copre le ginocchia; porta ai piedi calzari con stringhe intrecciate. Sulle spalle un mantello di velluto blu.
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