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Volete curare il vostro corpo, alloggiare in comode strutture con un occhio di riguardo al portafoglio o partire per località termali senza lasciare a casa la vostra amica tenda? E chi l'ha detto che benessere e vacanze all'aria aperta non possono convivere? Nei pressi di quasi 60 famosi comuni termali che offrono la possibilità di seguire tantissimi trattamenti terapeutici ed estetici si trovano, infatti, circa 200 strutture ricettive all'aria aperta come campeggi e villaggi turistici. In molti casi poi, proprio all'interno del villaggio si trovano centri benessere e SPA come il Dolomiti Camping Village, il Family Wellness Camping al Sole e il Camping Vidor in Trentino o il centro vacanze Isuledda in Sardegna o il "C'era una volta" in Liguria. Immersi nel verde delle pinete o di bellissimi parchi, a due passi dalla spiaggia o nel cuore delle montagne, potrete ritrovare il relax e eliminare quei piccoli disturbi che l'inverno vi ha lasciato addosso senza rinunciare al vostro camper o alla vostra canadese. Inalazioni, bagni, docce, massaggi in ambienti suggestivi che coniugano il piacere della vita all'aria aperta propria del campeggio, con i vantaggi fisici e psichici che le cure termali offrono. Il portale www.italcamping.it vi offre la possibilità di cercare il campeggio o il villaggio più vicino agli stabilimenti termali più noti. Quest'estate prima di partire date un'occhiata ai nostri siti, scegliete la vostra regione preferita, cercate i suoi comuni termali e la struttura turistica più adatta alle vostre esigenze: prendete il sacco a pelo o fate il pieno al camper e regalatevi una vacanza all'insegna del divertimento, del relax e, per quest'anno, anche del benessere per il vostro corpo.
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La mountain bike rappresenta un mezzo ideale per entrare in maniera discreta a contatto con la natura. Naturalmente, non tutti i percorsi aperti ai camminatori possono essere adatti alla bicicletta da montagna così come non tutte le aree protette sono fruibili con le ruote grasse. Tuttavia, sono passati i tempi in cui la MOUNTAIN BIKE era additata come uno scandalo e come strumento di rovina del territorio; al pari degli sci da fondo o delle racchette da neve, rappresenta un modo diverso per percorrere strade e sentieri in alternativa alle classiche passeggiate a piedi da escursionista. Che, comunque, rimangono insostituibili se si vuole raggiungere una cima o superare un ripido sentiero esposto o un salto di roccia. La MOUNTAIN BIKE, dunque, come mezzo di trasporto e di divertimento. Da usare con cura, attenzione e rispetto, non solo per la natura circostante ma anche per i tanti (o pochi...) escursionisti che si possono incontrare e che meritano tutto il nostro rispetto.
Il territorio italiano si è popolato, negli ultimi anni, di una numerosa serie di parchi e riserve, vera e profonda manifestazione della popolazione di arginare il fenomeno crescente della cementificazione incontrollata e dell'asfaltatura selvaggia e del bisogno di riappropriarsi di quella parte di vita che stava, a poco a poco, venendo a mancare per sempre: la Natura.
Anche il Lazio ha fatto e fa la sua parte all'interno del panorama protezionistico nazionale; all'interno dei propri confini conta di un Parco Nazionale, alcuni Parchi Regionali e numerose Riserve. Sono più di 40 (ma il numero è destinato a crescere) per un totale di circa 150.000 ettari che rappresentano il 10 % circa di tutto il territorio regionale .
In Mountain Bike nei parchi del Lazio è la guida ideale per scoprire le meraviglie della natura della regione in sella alla propria bici. Per ogni parco sono presenti una scheda, una mappa riepilogativa di tutti i percorsi segnalati e una breve descrizione della zona. Per ogni percorso troverete una cartina orientativa del tracciato, una scheda tecnica del percorso (con lunghezza dell'itinerario, dislivello, grado di difficoltà ecc.) e un grafico che evidenzia la lunghezza e le pendenze del percorso.
Tutti in sella quindi, alla scoperta del verde, della natura e degli scorci più caratteristici del Lazio. |
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Nell'era della globalizzazione e dell'omologazione culturale, nell'era dei fast-food e dei prodotti "made in China", la cultura popolare, quella nata dal contatto vero con la propria terra e con la propria storia, sta chiedendo a gran voce di essere riconosciuta, rispettata, rivalutata, prima di scomparire fagocitata dal "villaggio globale". Il 17 ottobre 2003 la Conferenza Generale dell'UNESCO, nel corso della sua 32ª sessione, ha approvato a Parigi la "Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale". Nella convenzione nell'articolo 2 viene fornita la seguente definizione di Patrimonio culturale immateriale: "Si intendono per "patrimonio culturale immateriale" pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi - così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi - che le comunità , i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità , promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana". La definizione di questo patrimonio culturale immateriale si manifesta attraverso cinque ambiti dell'attività umana: 1. tradizioni e espressioni orali, incluso il linguaggio, intesi come veicolo del patrimonio culturale intangibile; 2. arti dello spettacolo; 3. pratiche sociali, riti e feste; 4. conoscenza e pratiche concernenti la natura e l'universo; 5. artigianato tradizionale. I beni Immateriali italiani riconosciuti dall'UNESCO sono due: il Teatro dei Pupi siciliani inserito nel 2001 e i Cori a Tenores sardi inseriti nel 2005. Pochi, decisamente pochi se pensiamo alle molteplici tradizioni, feste, canti e danze sparse per la nostra penisola. Dal 2007 la loro salvaguardia è affidata alla Rete Italiana di Cultura Popolare che ne promuove la diffusione attraverso il Festival delle Province. La pizzica pugliese e la tarantella napoletana, i poeti a braccio del Lazio e la lippa Lombarda, I Ceri di Gubbio e la scacchiera vivente di Marostica: sono solo alcuni degli elementi folcloristici che colorano il Bel Paese e che fanno ancora sgranare gli occhi a migliaia di persone che, anno dopo anno, riscoprono angoli d'Italia grazie al suo meraviglioso patrimonio culturale. |
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