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Durante il periodo pasquale la Sicilia diventa uno straordinario palcoscenico dove il popolo mette in scena, con appassionata partecipazione, i propri valori, la propria fede, la propria storia. Nella cornice di paesaggi bellissimi, resi smaglianti dal risveglio primaverile, ogni comunità porta un contributo alla grande festa collettiva: un affascinante intreccio fra sacro e profano, espressione ancora viva di culti primaverili pagani, tradizioni arabe e rito cristiano. In molte località la festa è gestita dalle confraternite, eredi delle corporazioni medievali. È il caso di Enna, dove gli esponenti di 15 confraternite organizzano un ciclo di processioni culminanti in quella grandiosa del venerdì santo. Anche a Caltanissetta la protagonista è la Real Maestranza, una rappresentanza delle antiche corporazioni, che il mercoledì santo sfila in un imponente corteo guidato dal Capitano eletto che porta il Cristo in croce. A Palermo il venerdì santo sfilano quattro processioni, una per ogni confraternita, mentre a Trapani le corporazioni portano in processione gruppi di statue lignee assegnati a ciascun “misteri” (mestiere) fin dal ‘600. Altri riti mettono al centro l’incontro fra il Cristo risorto e la Madonna, spesso ostacolato da Diavoli. A Prizzi, nel palermitano, si svolge il “ballo dei diavoli”, dove due diavoli e la Morte cercano di impedire l’incontro fra la statua dell’Addolorata e quella di Gesù. Ad Adrano, in provincia di Catania, la Domenica di Pasqua, si effettua "la diavolata", un confronto dialettico fra bene e male sostenuto da cinque diavoli, Lucifero, la Morte e un Angelo, che vince la disputa costringendo le forze del male a gridare “viva Maria”. Magnifico ed esultante è l’incontro fra Maria e il figlio risorto nella celebrazione della domenica di Pasqua a Modica, nel ragusano, nota come “Madonna Vasa Vasa”: le due statue vengono portate ad un incontro dove finalmente la Madonna può ritrovare e baciare Gesù, mentre i fedeli esultano e si abbracciano. Del tutto particolare, infine, la processione che si tiene a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove la statua di Gesù è accompagnata da 11 giganti di cartapesta che raffigurano gli Apostoli.
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