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Il più grande genio di tutti i tempi è senza alcun dubbio Leonardo da Vinci. Pittura, scultura, scrittura, architettura, anatomia, meccanica…sembra che Leonardo non abbia alcuna difficoltà nel destreggiarsi tra le arti più disparate, ma forse non tutti sanno che c’è anche un’altra arte che Da Vinci non disdegnava: l’arte culinaria. Leonardo amava la cucina, passione che coltivò anche durante il periodo di apprendistato nella bottega del Verrocchio, quando la sera, per supplire agli scarsi introiti andava a lavorare come cameriere in una taverna vicino a Ponte Vecchio chiamata la “Taverna delle tre lumache”. Una sera a causa di una mancanza improvvisa di cuochi il giovane Leonardo fu promosso da cameriere a capocuoco. E Leonardo…inventò un “prototipo di nouvelle cousine”: civilizzò le pietanze servite, riducendone le porzioni e inventando un nuovo modo di disporre il cibo nei piatti. Questo creò però malcontento nella clientela abituata a piatti abbondanti, pertanto Leonardo fu costretto ad abbandonare l’attività. Ma qualche tempo dopo, insieme all’amico Botticelli, in sostituzione alla famosa taverna che aveva preso fuoco, aprì “Le tre rane di Sandro e Leonardo”. Il locale, però, non ottiene successo. Qualche anno dopo approdato a Milano alla corte degli Sforza la sua raffinatezza e il buon gusto per la tavola non sfuggirono a Ludovico il Moro che lo prese a corte per curare la regia dei banchetti. E dalle cucine del castello, Leonardo da genio qual’era decise di fondere due arti che amava: la cucina e la tecnologia. Inventò, così, macchinari e arnesi per pelare, tritare e affettare gli ingredienti, realizzò oggetti predecessori del cavatappi, il trita aglio, l’affettatrice; studiò un modo per tenere sempre calde le pietanze e mandare via i cattivi odori e il fumo dalle cucine. Inoltre Leonardo detestava la noncuranza e la sporcizia che si manifestavano durante i banchetti e ciò lo portò a realizzare una piccola tovaglia per ognuno dei commensali per pulirsi la bocca e le mani. Fu così che nel 1491 comparve per la prima volta sulle tavole il tovagliolo. Grazie agli scritti lasciati nel Codice Atlantico si desume che Leonardo fu anche un conoscitore di erbe e spezie e che oltre ad inventare arnesi, ideò anche varie ricette e creò un’inedita bevanda.
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