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Un weekend lungo, lunghissimo quello che ci offre quest’anno il ponte del 2 giugno. Una mini-vacanza di cinque giorni, che potremmo trascorrere in uno stabilimento termale a farci coccolare da massaggi, fanghi e percorsi del benessere per ricaricare un po’ le batterie dopo l’inverno e prepararci per l’estate ormai alle porte. Numerosi hotel e stabilimenti offrono pacchetti e last minute per questo mini assaggio di vacanze estive. E così mentre molte persone si recheranno al mare, nella ressa, alla spasmodica ricerca di un posto per la macchina, per l’ombrellone e per se stessi, noi potremmo essere comodamente sdraiati su di un lettino ai bordi di una piscina, baciati dal sole e coccolati dalle abili mani di una massaggiatrice. E se il tempo non dovesse assisterci? Niente musi lunghi, niente maledizioni verso quel sole che ci ha fatto morire di caldo in ufficio e che ci ha abbandonato proprio nel momento in cui noi potevamo godercelo, perché noi saremo immersi in un idromassaggio o staremo facendo un percorso hammam tra bagnoturco, sala relax, massaggi e tisane. Cinque giornate di benessere, cinque giornate per pensare a noi stessi, senza problemi, senza stress, cinque giornate per ricaricarsi al massimo, pronti ad affrontare l’inevitabile ritorno, in attesa delle vacanze estive.
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La festa della mamma è una delle feste più antiche celebrate ancora oggi. Già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell'anno, festeggiando la dea Rea, madre degli dei. Feste in onore della nascita e della maternità venivano celebrate anche tra gli antichi Romani, che salutavano l'arrivo di maggio e della primavera con un'intera settimana di festività, dedicate alle rose, alle donne e alla dea Cibele. Come per tutte le feste pagane, anche la festa della mamma si è fusa con le celebrazioni cristiane in onore di Maria, madre di Gesù. La sostituzione del culto di Cibele con il culto della Madonna sembra sia avvenuto fin dalla nascita della chiesa cristiana e non a caso oggi il mese dedicato a Maria è proprio il mese di maggio. Una festa della mamma, veniva celebrata anche nell'Inghilterra già nel 1600. Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna, la quarta domenica della Quaresima, veniva celebrato il "Mothering Sunday", il giorno in cui chi lavorava lontano da casa poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre, offrendole il tradizionale dolce il "Mothering cake". La versione moderna della festa della mamma celebrata la seconda domenica di maggio nasce però negli Stati Uniti. Anna Jarvis di Philadelphia era molto attaccata a sua madre e quando lei morì, lasciandola sola con la sorella cieca Elsinore, Anna cominciò a scrivere lettere a persone influenti, come ministri, uomini d'affari e membri del Congresso perchè venisse celebrata una festa nazionale dedicata alle madri, in modo che tutti i figli potessero dimostrare attenzione e affetto alla propria mamma mentre questa era ancora viva. Grazie ai suoi sforzi, la prima Festa della mamma fu festeggiata a Grafton e l'anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908. La campagna di Anna Jarvis e dei suoi sostenitori continuò finchè nel 1911 il Mother's Day fu celebrato in quasi ogni stato dell'Unione. Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson ufficializzò la festa come festività nazionale, da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l'amore e la bellezza e sa testimoniare l'affetto e la riconoscenza dei figli. I classici regali per la festa della mamma sono fiori, profumi e cioccolatini. Quest'anno L'Ortensia Rossa vi suggerisce un regalo all'insegna del benessere da accompagnare ad un libro speciale che sappia dire per voi Ti voglio bene Mamma.
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Il più grande genio di tutti i tempi è senza alcun dubbio Leonardo da Vinci. Pittura, scultura, scrittura, architettura, anatomia, meccanica…sembra che Leonardo non abbia alcuna difficoltà nel destreggiarsi tra le arti più disparate, ma forse non tutti sanno che c’è anche un’altra arte che Da Vinci non disdegnava: l’arte culinaria. Leonardo amava la cucina, passione che coltivò anche durante il periodo di apprendistato nella bottega del Verrocchio, quando la sera, per supplire agli scarsi introiti andava a lavorare come cameriere in una taverna vicino a Ponte Vecchio chiamata la “Taverna delle tre lumache”. Una sera a causa di una mancanza improvvisa di cuochi il giovane Leonardo fu promosso da cameriere a capocuoco. E Leonardo…inventò un “prototipo di nouvelle cousine”: civilizzò le pietanze servite, riducendone le porzioni e inventando un nuovo modo di disporre il cibo nei piatti. Questo creò però malcontento nella clientela abituata a piatti abbondanti, pertanto Leonardo fu costretto ad abbandonare l’attività. Ma qualche tempo dopo, insieme all’amico Botticelli, in sostituzione alla famosa taverna che aveva preso fuoco, aprì “Le tre rane di Sandro e Leonardo”. Il locale, però, non ottiene successo. Qualche anno dopo approdato a Milano alla corte degli Sforza la sua raffinatezza e il buon gusto per la tavola non sfuggirono a Ludovico il Moro che lo prese a corte per curare la regia dei banchetti. E dalle cucine del castello, Leonardo da genio qual’era decise di fondere due arti che amava: la cucina e la tecnologia. Inventò, così, macchinari e arnesi per pelare, tritare e affettare gli ingredienti, realizzò oggetti predecessori del cavatappi, il trita aglio, l’affettatrice; studiò un modo per tenere sempre calde le pietanze e mandare via i cattivi odori e il fumo dalle cucine. Inoltre Leonardo detestava la noncuranza e la sporcizia che si manifestavano durante i banchetti e ciò lo portò a realizzare una piccola tovaglia per ognuno dei commensali per pulirsi la bocca e le mani. Fu così che nel 1491 comparve per la prima volta sulle tavole il tovagliolo. Grazie agli scritti lasciati nel Codice Atlantico si desume che Leonardo fu anche un conoscitore di erbe e spezie e che oltre ad inventare arnesi, ideò anche varie ricette e creò un’inedita bevanda.
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