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Il benessere si vede dal mattino

Come ben si sa la colazione è fondamentale per affrontare al meglio la giornata, eppure secondo recenti indagine ancora molte persone escono di casa al mattino a stomaco vuoto. Un’abitudine che rischia di far arrivare a metà mattinata privi di energie e di idee, specie in periodo di gran caldo.
Una prima colazione nutriente permette di iniziare la giornata con vitalità senza arrivare stanchi ed affamati alla pausa pranzo. È scientificamente dimostrato che chi salta questo importante appuntamento con la salute ha maggiori difficoltà di concentrazione durante la mattinata. Non solo, la successiva abbuffata a pranzo, condiziona negativamente anche il rendimento pomeridiano a causa dell'eccessivo sbalzo insulinico e del grosso impegno digestivo.
La salute e il benessere, quindi, si vedono già dalle prime ore del giorno e per godere di ottima salute bisogna partire con il piede giusto appena svegli.
La mattina possiamo regalare al nostro corpo piacere risvegliando non solo il senso del gusto, ma tutti e cinque i nostri sensi: l’olfatto con intensi aromi come quello dei caffè, il tatto avvertendo la fragrante consistenza di un cornetto, l’udito con il classico gorgoglio della caffettiera e anche la vista attraverso i bei colori di una tavola apparecchiata.
Secondo alcune discipline, infatti, come la medicina ayurvedica e quella cinese, i colori influiscono molto sulla salute:
• l’arancio è un colore che aiuta il risveglio e, sembra, anche la digestione;
• il rosso stimola la fame;
• il blu è un “tranquillante naturale” ed evita le abbuffate dovute al nervosismo;
• il giallo ricarica le energie;
• il bianco aumenta il senso di benessere e la concentrazione.
Ciò che spesso manca, però, non è tanto la voglia di fare colazione quanto il tempo. La frenesia di un mondo globalizzato che spinge tutto e tutti a correre, ad andare veloci per evitare il rischio di essere lasciati indietro, induce le persone a catapultarsi letteralmente fuori di casa, molte volte a stomaco vuoto, con l’idea, spesso disattesa di “prendere dopo qualcosa al bar”.
In realtà basterebbe davvero poco.
Dieci minuti, infatti, sono sufficienti per rilassarsi seduti ad una tavola.
È auspicabile che tutti e in particolare i bambini non saltino la prima colazione, perché la colazione dovrebbe fornire circa il 20% delle calorie indispensabili per l’intera giornata.
Cosa mangiare, quindi?
Biscotti, fette biscottate, brioche e pane forniscono carboidrati che danno forza a tutto l’organismo. Tè o caffè per una “sferzata” di vigore. Zucchero, miele, marmellata che danno energia a pronto rilascio. Latte o yogurt che sono essenziali per assicurare il calcio necessario alle ossa e sono fonte di proteine di alta qualità.
Inoltre, specie nel periodo estivo in cui il caldo tende a “buttare giù” e a debilitare è bene integrare con frutta fresca e spremute ricchissime di vitamine, minerali, sostanze protettive per l’organismo.

 

 
Pasqua: la primavera in tavola

La tradizione del pranzo pasquale si rintraccia, più che nelle preparazioni, negli ingredienti, che si richiamano a valori simbolici e alla rinata stagione dei raccolti.
Primo fra tutti l’agnello che viene preparato per Pasqua in tutte le regioni: dal classico arrosto con le patate, alla versione romana “alla cacciatora”, alle più complesse preparazioni (come il friccò umbro, l’agnello al limone sardo, quello con uova e formaggio abruzzese e tanti altri).
È poi il trionfo del “verde”: tutte quelle primizie dell’orto che in questo periodo tornano a deliziarci; ecco così molte ricette a base di asparagi, zucchine, erbe spontanee, fave, carciofi e piselli. Troviamo grande uso di verdure anche nelle tante pizze salate pasquali.
Si va dalle classiche pizze al formaggio umbre (o anche la crescia valdostana o i fiadoni abruzzesi) a quelle marinare delle Marche, alla torta ligure con spinaci e ricotta, la lombarda sfogliata con pollo e verdure, il casatiello campano con salame, formaggio e uova e tante altre.
Le uova sono un altro dei protagonisti della Pasqua. A partire dalla classica colazione del mattino, diffusa in molte regioni, a base di uova sode, salame e pizze salate.
Spesso queste uova vengono colorate e decorate: è il lavoro della vigilia, tradizionalmente affidato ai bambini. Sono poi quasi d’obbligo nella preparazione dei primi piatti, per lo più a base di pasta all’uovo preferibilmente nella variante “verde” e spesso condita con verdurine gustose.
Lo spazio del dolce è monopolizzato da colombe e uova di cioccolato ma è in crescita la voglia di dolci tradizionali. Fra questi un posto d’onore spetta alla pastiera napoletana, dolce di pasta frolla farcito di ricotta, grano, canditi, uova, cannella e acqua di fiori d’arancio. Altrettanto prestigiosa la celebre cassata siciliana: vi ritroviamo ricotta e canditi ma qui ricoperti da una glassa variamente colorata.

 

 
Pasqua in Sicilia, fra rito e teatro

Durante il periodo pasquale la Sicilia diventa uno straordinario palcoscenico dove il popolo mette in scena, con appassionata partecipazione, i propri valori, la propria fede, la propria storia. Nella cornice di paesaggi bellissimi, resi smaglianti dal risveglio primaverile, ogni comunità porta un contributo alla grande festa collettiva: un affascinante intreccio fra sacro e profano, espressione ancora viva di culti primaverili pagani, tradizioni arabe e rito cristiano.
In molte località la festa è gestita dalle confraternite, eredi delle corporazioni medievali.
È il caso di Enna, dove gli esponenti di 15 confraternite organizzano un ciclo di processioni culminanti in quella grandiosa del venerdì santo.
Anche a Caltanissetta la protagonista è la Real Maestranza, una rappresentanza delle antiche corporazioni, che il mercoledì santo sfila in un imponente corteo guidato dal Capitano eletto che porta il Cristo in croce.
A Palermo il venerdì santo sfilano quattro processioni, una per ogni confraternita, mentre a Trapani le corporazioni portano in processione gruppi di statue lignee assegnati a ciascun “misteri” (mestiere) fin dal ‘600.
Altri riti mettono al centro l’incontro fra il Cristo risorto e la Madonna, spesso ostacolato da Diavoli. A Prizzi, nel palermitano, si svolge il “ballo dei diavoli”, dove due diavoli e la Morte cercano di impedire l’incontro fra la statua dell’Addolorata e quella di Gesù.
Ad Adrano, in provincia di Catania, la Domenica di Pasqua, si effettua "la diavolata", un confronto dialettico fra bene e male sostenuto da cinque diavoli, Lucifero, la Morte e un Angelo, che vince la disputa costringendo le forze del male a gridare “viva Maria”.
Magnifico ed esultante è l’incontro fra Maria e il figlio risorto nella celebrazione della domenica di Pasqua a Modica, nel ragusano, nota come “Madonna Vasa Vasa”: le due statue vengono portate ad un incontro dove finalmente la Madonna può ritrovare e baciare Gesù, mentre i fedeli esultano e si abbracciano.
Del tutto particolare, infine, la processione che si tiene a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove la statua di Gesù è accompagnata da 11 giganti di cartapesta che raffigurano gli Apostoli.

 

 
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