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È probabilmente il carnevale più grande e fastoso della provincia di Viterbo con sfilata dei Cavalieri Ussari, sfilate di maschere, balli, carri allegorici e corsa dei cavalli senza fantino. Carnevale Ronciglionese È probabilmente il carnevale più grande e fastoso della provincia di Viterbo con sfilata dei Cavalieri Ussari, sfilate di maschere, balli, carri allegorici e corsa dei cavalli senza fantino. Vi sono infatti documenti che testimoniano la tradizione del carnevale da oltre un secolo. La sonora voce del campanone percosso da un ardito "campanaro" arrampicatosi fin sulla torre del Comune, e la cavalcata degli Ussari segnano l'avvio ufficiale dei festeggiamenti, nelle prime ore del pomeriggio dell'ultimo venerdì di carnevale. Il Re di Carnevale, scortato da cavalieri in costume, si insedia nella città prendendo in consegna dal sindaco le chiavi, per assicurare a tutti cinque giorni di baldorie e di follia: GIOVEDI GRASSO È il Carnevale dei Bambini: migliaia di bambini provenienti anche dai paesi vicini e dalla capitale sfilano in maschera lungo le principali vie del paese accompagnati anch'essi da bande folcloristiche e dalla locale banda musicale. SABATO E MARTEDÌ GRASSO Due giornate interamente dedicate alle Corse a Vuoto. Caratteristiche ed uniche corse di cavalli senza fantino, le cui origini risalgono ai tempi di Papa Paolo III Farnese (1465). Una tradizione che a Ronciglione è stata mantenuta fino ad oggi, anche dopo la sospensione di uguali corse che si effettuavano a Roma ed a Siena, diventando parte integrante della storia e del folclore della cittadina e simbolo del Carnevale Ronciglionese.
La Corsa a Vuoto dei cavalli senza fantino La Corsa consiste nel lanciare, liberi, una batteria di cavalli (otto o dieci) opportunamente addestrati, che percorreranno al gran galoppo le vie del centro (circa 1000 metri) guidati unicamente dal loro istinto a superare le difficoltà naturali del percorso. La Cittadina è divisa in nove scuderie con propri colori, stendardi e costumi. In gara diciotto cavalli, due per ogni scuderia, si contendono il Palio, rappresentato da un artistico stendardo dipinto da vari maestri di pittura. Dopo il via, i cavalli, incitati dalla folla, passano sotto l'arco, attraversano Piazza della Nave, ed affrontano così il momento più delicato della corsa: una curva a gomito e in salita, denominata: "Cantone del Gricio". Ed è proprio in questo punto che il più delle volte si decide la corsa; il gruppo dei cavalli si snoda lungo la ripida salita di Montecavallo, da capo alla quale è situato il traguardo del Palazzaccio. Momento non meno emozionante è la cosiddetta "ripresa" dei cavalli, che al traguardo vengono ripresi da alcuni responsabili delle scuderie, che li abbracciano al collo, bloccandoli per ricondurli nelle loro stalle.
DOMENICA DI CARNEVALE Grandioso Corso di Gala. Sfilano lungo le vie principali (per 1 km circa) 7 o 8 carri allegorici, preparati da abili artigiani locali su bozzetti preventivamente esaminati ed approvati. La costruzione dei pupazzi è in cartapesta o vetroresina, secondo l'artigiano che lo realizza. Ogni carro è animato da orchestrine e da gruppi mascherati intonati al soggetto del carro. Sfilano inoltre otto gruppi mascherati provenienti da ogni paese della provincia, e otto bande folcloristiche che fanno da splendida coreografia alle maschere. Completano il Corso di gala uno storico squadrone di Ussari a cavallo, le cui origini risalgono al periodo dell'invasione Napoleonica in Italia, quando gli Ussari dell'esercito francese bruciarono la cittadina. La storia ricorda che il Comandante di quello squadrone, per riappacificarsi con gli abitanti della città di Ronciglione, organizzò questa passeggiata dei suoi uomini a cavallo (1799). Da allora, lo squadrone degli Ussari, sfila puntualmente ogni anno per le vie del paese, effettuando una travolgente galoppata lungo la salita di "Montecavallo" ed aprendo così ogni giorno le manifestazioni del carnevale. Durante il Corso di Gala, partecipano circa 2000 persone mascherate, coinvolgendo quindi 1/4 della cittadina. LUNEDÌ Giornata dedicata interamente alla gastronomia locale,è gestita direttamente dalla Società dei Nasi Rossi, una società di bontemponi, fondata oltre cento anni fa, il cui scopo era solo quello di partecipare ai festeggiamenti del Carnevale, tipicamente vestiti con camicia da notte, zuccotto e un grosso naso rosso, per offrire a tutti gli ospiti ed ai Ronciglionesi, squisiti e sfumati rigatoni in "Pitali"(vasi da notte). Ai Nasi Rossi (tipica mascherata locale) seguirà la Fagiolata e la Polentata: anche loro offrono ai presenti le loro specialità; e dulcis in fundo, per terminare il pomeriggio gastronomico, una tipica mascherata denominata i Cessi offre a tutti i presenti del cioccolato. MARTEDÌ GRASSO Finali delle Corse a vuoto come già descritto nel giorno di Sabato Grasso. Segue poi la Cremazione di Re Carnevale. La Compagnia della Penitenza accompagna Re Carnevale alla sua fine, lasciando il compito ad un pallone aerostatico di portarlo via per poi ritornare ogni anno al solito appuntamento, donando a tutti coloro che verranno ad assistervi, cinque bellissimi giorni di gioia e spensieratezza. Un tempo, dal modo in cui Re carnevale volava con il suo pallone aerostatico, si traevano gli auspici per la futura stagione. Il Carnevale di Ronciglione è di fondamentale importanza per la vita e per il turismo di questa splendida cittadina relegata nello scenario dei Monti Cimini e del Lago di Vico. Per conoscere tutti gli altri carnevali del Lazio consulta la guida Feste, Sagre e Mercatini nel Lazio
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